Educare con le parole: da “condivisione” a “pazienza” i 10 vocaboli per crescere

Condivisione, consapevolezza, coraggio, curiosità, empatia, gentilezza, identità, immaginazione, intelligenza, pazienza: sono i dieci termini selezionati da Scarabeo, il gioco di parole per antonomasia, in collaborazione con Edulia, Treccani e l’Istituto della Enciclopedia Italiana per il progetto “10 parole per crescere”,

Si tratta di dieci tasselli di un vocabolario educativo ed evolutivo, ma che nel tempo hanno modificato il loro senso per adattarsi ai mutati contesti sociali e culturali. Spesso perdendo il loro valore originario.
In un’epoca segnata da una comunicazione sempre più caotica e semplificata, sono le dieci parole che aiutano i più piccoli a conoscere sé stessi, esprimersi e costruire un pensiero critico.

Curiosità, l’antidoto più efficace contro l’indifferenza

Ad esempio, se il termine condivisione indica partecipazione reale, scambio autentico di esperienze, emozioni, sapere, oggi spesso rimanda alla dimensione ‘social’, quindi, a un gesto più orientato a mostrare anziché condividere e interagire con l’altro.
Consapevolezza, invece, unisce conoscenza e coscienza trasformando l’apprendimento in crescita interiore e senso critico. E coraggio, dal latino ‘avere cuore’, significa esporsi, cambiare direzione.

Non si tratta di non provare paura, ma di convivere con queste sensazioni. È forza interiore, una spinta ad agire.
La curiosità, poi, è il ‘desiderio di sapere’, la molla che spinge a esplorare e superare i propri limiti. L’antidoto più potente contro la noia e l’indifferenza.

Avere immaginazione significa avere speranza

Empatia, dal greco ‘sentire dentro’, è la base del dialogo e della cura. Significa ascoltare prima di giudicare e, in un mondo connesso ma distante, resta un’abilità radicalmente umana.
E ancora, gentilezza, dal latino ‘appartenere a un gruppo’, è riconoscere l’altro come parte della stessa ‘gente’. Non è debolezza, ma forza relazionale, considerazione e apprezzamento della dignità altrui.

Quanto a identità, oggi è parola mobile, frammentata. Le identità sono plurali, in divenire, e capirlo è esercizio di rispetto e apertura, mentre insegnare la parola immaginazione non è educare a fuggire dalla realtà, ma crearne una possibile. È trasmettere speranza.

Le abbreviazioni impoveriscono la lingua italiana

E se la parola intelligenza oggi richiama anche quella artificiale, quando si unisce alla dimensione emotiva non è più solo conoscenza, ma uno strumento per agire con responsabilità.
Ma nel tempo del ‘tutto e subito’, è la pazienza ad assumere un valore pedagogico fondamentale: è capacità di attesa e perseveranza.

Oggi web e smartphone hanno radicalmente trasformato il modo di informarsi e comunicare, con ricadute importanti sulla capacità dei bambini di padroneggiare la complessità.
Per non parlare dell’uso di abbreviazioni, emoji, hashtag ecc., che rischiano di allontanare le persone dalla ricchezza espressiva della lingua italiana, facendo perdere di vista il significato e il valore che ogni parola porta con sé.