Bio: in Italia il mercato in 10 anni è cresciuto del +194%

Secondo uno studio di Nomisma, a livello globale il valore complessivo del mercato bio è pari a 136 miliardi di euro (3% in Italia), con i consumi di prodotti biologici concentrati principalmente in Nord America (47% del mercato), seguito dall’Europa (40%) e dall’Asia (11%). 

Malgrado nel nostro Paese l’incidenza dei consumi bio sulla spesa alimentare delle famiglie si fermi al 4%, pari a circa 66 euro pro-capite, nel corso degli anni il mercato è costantemente cresciuto, con un incremento del +194% tra il 2014 e il 2024.
In Italia sono 97.160 gli operatori attivi nel settore bio (+2,9% nel 2024 rispetto al 2023) mentre la superficie agricola biologica è pari a 2,5 milioni di ettari, il 20,2% del totale coltivato.

I consumi domestici valgono 5,2 miliardi di euro

La quota maggioritaria delle vendite in Italia viene effettuata in ambito domestico, pari a circa 5,2 miliardi di euro, contro 1,2 miliardi derivati da consumi “away from home” (ristorazione collettiva/commerciale, ristoranti specializzati bio/generalisti, agriturismi..).

Nei consumi “at home,” il principale canale di vendita è rappresentato dalla Distribuzione Moderna, la cui incidenza è cresciuta del +5,3% nell’ultimo anno, seguita a distanza dai negozi specializzati nel biologico.
I prodotti per i quali il bio rappresenta la prima scelta sono frutta e verdura fresca, carne e uova, latte e derivati, alimenti per bambini, olio EVO, pasta, riso e prodotti da forno.

Export Made in Italy Food & Wine bio: +174%

Al contempo, risulta in costante crescita anche il trend delle esportazioni nazionali, che hanno visto un incremento del +174% negli ultimi 10 anni, con un peso del bio sul totale dell’export in ambito food pari al 5,5% e all’8,5% nel comparto wine nel 2024.

Secondo gli ultimi dati disponibili, per il food le destinazioni principali a livello continentale sono state Germania, Francia, Benelux e Nordics. Relativamente al vino bio, invece, i mercati principali sono stati Germania, Benelux, Nordics e Regno Unito.
Per quanto riguarda i mercati europei potenzialmente più interessanti in prospettiva, al primo posto si colloca ancora la Germania, seguita da Nordics e Francia. Per il vino bio, invece, guidano i Nordics, che precedono Germania e Benelux.

“Una garanzia superiore rispetto alle altre categorie di prodotti healthy”

“Nel complesso, il consumatore italiano pone grande attenzione nei confronti della sostenibilità, di cui il bio è fondamentale espressione, e riconosce le garanzie superiori del bio rispetto alle altre categorie di prodotti healthy – commenta Silvia Zucconi, coo Nomisma -. Al contempo, ha però bisogno di maggiori informazioni per conoscere valori e caratteristiche del bio e si dimostra sempre più esigente, richiedendo altre garanzie oltre al biologico, come origine italiana, pochi ingredienti non processati, con packaging sostenibile. Relativamente alle prospettive per il settore, è ottima la percezione per il Bio Made in Italy da parte del consumatore straniero, in grado di sostenere la crescita del nostro export, soprattutto in mercati di maggiore capacità di spesa come Nord America e Nordics”.