I consumi degli italiani calcolati nella metrica dell’Indicatore Consumi Confcommercio, mostrano anche a giugno una riduzione su base annua (-1,0%), sintesi di un netto miglioramento della domanda per i servizi (1,3%) e di un deciso calo di quella per i beni (-1,9%).
Seppure il dato dell’ultimo mese appare fortemente condizionato da quanto accaduto nell’automotive, la cui pesante riduzione (-29,5%) è stata in parte determinata dal confronto con il mese corrispondente del 2024, in cui partirono i gli incentivi, non vanno trascurate le difficoltà di molti segmenti di consumo cosiddetti “maturi” (abbigliamento, mobili, alimentari), che solo in parte sono controbilanciate dalla crescente domanda di beni e servizi per la fruizione del tempo libero.
Ma dinamiche occupazionali positive e inflazione stabile
Anche il dato destagionalizzato, che pure indica per il quarto mese consecutivo una marginale crescita congiunturale, non modifica la lettura di una dinamica dei consumi debole e le difficoltà della situazione macroeconomica.
Stando alle dinamiche occupazionali e alla stabilizzazione dell’inflazione (la stima per luglio è di una variazione congiunturale dello 0,2% e di una crescita tendenziale dell’1,4%) la crescita dovrebbe originare dai miglioramenti registrati dal reddito disponibile reale.
La scarsa percezione da parte delle famiglie di questa mutata condizione e i timori di un repentino peggioramento continuano ad alimentare un clima di sfiducia che si traduce, in molti casi, in comportamenti estremamente prudenti in materia di consumo.
ICC: andamenti articolati e dinamiche divergenti
In ogni caso, a giugno 2025 le diverse funzioni di consumo che compongono l’ICC hanno registrato andamenti articolati, con dinamiche che non sembrano discostarsi, nella sostanza, da quanto rilevato nei periodi più recenti. L’incremento più significativo si è registrato per i consumi di beni e servizi per la comunicazione (+7,5%).
Variazioni lievemente positive anche per la domanda per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+0,7%) e per beni e servizi per la casa (+0,6%) segmento su cui ha pesato l’accresciuta domanda di energia elettrica.
Stazionari i consumi per beni e servizi per la cura della persona.
Le altre macro-funzioni evidenziano, sia pure con diverse intensità, un arretramento, su base annua, dei quantitativi acquistati dalle famiglie.
Il calo più pesante è per la mobilità
Il calo più pesante si è registrato per i beni e i servizi per la mobilità (-10,2%). Tra gli altri segmenti si confermano in difficoltà abbigliamento e calzature (-0,9%), beni e servizi ricreativi (-0,8%), alimentari, bevande e tabacchi (-0,3%). I dati complessivi sottendono, come di consueto, andamenti articolati delle diverse funzioni di spesa incluse negli aggregati.
A livello di singole voci di consumo l’incremento più significativo ha interessato l’energia elettrica (7,4%). E si conferma la tendenza al miglioramento della domanda per trasporti aerei (+5,4%), carburanti (+3,7%), alberghi (+1,6%), pasti e consumazioni fuori casa (0,4%) e tabacchi (0,7%).